domenica 28 maggio 2017

Bungo Stray Dogs: i grandi della letteratura protagonisti di un mistery soprannaturale


Buonasera lettori!

Oggi rispolvero la rubrica Bites of Japan e vi presento Bungo Stray Dogs, un fumetto giapponese di Kafka Asagiri e disegnato da Sango Harukawa. In Italia è pubblicato con cadenza bimensile dalla Panini Comics e conta attualmente due volumi, mentre il terzo uscirà ad inizio luglio!

Bungo Stray Dogs è sbarcato in Italia dopo un grande successo in patria, con ben due serie anime, un film in uscita ad agosto e un live action in programma per l'anno prossimo. Ma da cosa è dovuto tanto successo?




Titolo: Bungo Stray Dogs
Autore: Kafka Asagiri
Disegnatore: Sango Harukawa
Editore: Panini Comics - Planet Manga

Anno: 2017

Volumi: Due editi in Italia
Pagine: 200

Prezzo: 4,50€

Trama: Il mistery si tinge di soprannaturale in una crime story esplosiva da cui è stato prodotto anche l'acclamato anime omonimo! Un'agenzia di detective ispirati a illustri autori letterari risolve casi ai limiti dell'impossibile usando poteri eccezionali! E non mancheranno di comparire personaggi ispirati a illustri autori occidentali. Preparatevi a stupirvi!






Protagonisti della storia sono Nakajima Atsushi, un ragazzino cacciato dall'orfanotrofio in cui viveva, e i membri dell'agenzia di detective che lo accolgono tra di loro. L'Agenzia dei Detective armati sembra avere l'obiettivo di proteggere la città dai malviventi e presenta un vasto assortimento di caratteri e personalità. Spiccano fra tutti Dazai Osamu, un infantile detective con una strana passione per il suicidio, e Kunikida Doppo, un severo e rigido idealista.

Insieme ad Atsushi, nel corso del primo volume, andremo a conoscere il lavoro dell'agenzia e dei suoi membri: oltre a Dazai e Kunikida ci saranno Edogawa Ranpo, Jun'ichiro Tanizaki e Miyazawa Kenji. Ci verranno presentati anche "i cattivi", i membri della Port Mafia, che sembra voler catturare il nostro protagonista per rivenderlo al miglior offerente. Tra gli appartenenti della mafia, però, facciamo la conoscenza solo di Akutagawa Ryuunosuke.

"La mafia è la quintessenza delle tenebre del mondo sotterraneo, un'organizzazione spietata che striscia come un ombra, e questo individuo in particolare... è un avversario troppo duro persino per la nostra agenzia.

Lui è dotato di un potere eccezionale. Si tratta di un'abilità brutale, perfezionata per compiere massacri."

Ambientata a Yokohama, seconda città più popolosa del Giappone, quella raccontata in Bungo Stray Dogs è una storia tra il thriller e il mistery, adornata di elementi sovrannaturali. I protagonisti di questo fumetto sono infatti dotati di poteri speciali, che usano per sconfiggere o perpetrare crimini.

Edogawa Ranpo 
Edogawa Ranpo
Cos'ha allora di differente da tutti gli altri fumetti del genere? Non è certo una novità avere dei protagonisti con poteri speciali che difendono la propria città dal male. Se vi interessate di letteratura orientale, avete in mano la vostra risposta. Già il nome della serie, "Bungo Stray Dogs", è traducibile come "i cani randagi della letteratura": in questo fumetto fanno la loro comparsa, infatti, molti famosi scrittori.

La maggior parte dei personaggi presenti nella storia porta il nome e le caratteristiche di alcuni dei più famosi scrittori giapponesi. Il personaggio Edogawa Ranpo, ad esempio, ha fantastiche doti di deduzione e veste con il tipico cappottino da detective di tardo '800. La sua controparte reale, infatti, è stata uno dei più grandi scrittori di gialli del '900 giapponese. Fu un grande ammiratore delle opere di Arthur Conan Doyle e Edgar Allan Poe, da cui trae, tra l'altro, il suo pseudonimo. Il nome "Edogawa Ranpo" deriva infatti dalla trasposizione fonetica giapponese del nome di Po: "Edogaa Aran Po". L'Edogawa Ranpo del manga è l'unico detective vero e proprio dell'agenzia ed è dotato di doti deduttive a dir poco strabilianti: senza dubbio, deriva questo tratto dallo scrittore suo omonimo, che è stato in grado di creare misteri tanto avvincenti quanto intrigati. Tra l'altro, è proprio allo scrittore Edogawa Ranpo che il famosissimo Detective Conan (Edogawa) deve il suo nome!

→ In Italia, di Edogawa Ranpo sono editi La belva nell'ombra (x) per Marsilio e la raccolta di racconti L'inferno degli specchi (x) per Mondo Urania.

Dazai Osamu

Dazai Osamu
Un altro esempio è quello di Dazai Osamu, che ho citato all'inizio definendolo come "un infantile detective con una strana passione per il suicidio". Questa sia sinistra passione non è casuale. Lo scrittore Dazai Osamu, infatti, nel corso della sua vita tento sei volte il suicidio ed, effettivamente, morì a trentanove anni uccidendosi con la moglie. Anche la costante ricerca della controparte animata dello scrittore di una donna con cui suicidarsi rimanda, senza dubbio, alle vicende della vita reale di Dazai.

→ In Italia, di Dazai Osamu sono editi per Feltrinelli Il sole si spegne (x) e Lo squalificato (x).

I collegamenti tra gli scrittori giapponesi e i personaggi del fumetto non sono limitati solo all'aspetto e al carattere. I poteri speciali che li caratterizzano non sono altro che le opere degli autori citati, quelle per cui sono più conosciuti. Dazai, ad esempio è in grado di annullare i poteri altrui grazie al suo "Squalificato", romanzo che racconta il progressivo deterioramento della vita di un uomo. Il potere del protagonista Nakajima Atsushi, "Belva sotto i raggi di luna", gli permette di trasformarsi in una gigantesca tigre bianca. Il nome della sua abilità deriva dal titolo del suo racconto Cronaca della luna sul monte, che narra la storia di un uomo segnato da una maledizione che lo porta ad uscire di senno e trasformarsi in una tigre bianca. In Italia, Cronaca della luna sul monte è stato pubblicato nell'omonima raccolta edita per Marsilio (x).

La caratterizzazione dei personaggi è originale e nuova ma al tempo stesso è in grado di cogliere quei tratti propri degli autori che chiunque li abbia studiati è in grado di riconoscere. Anche la storia è ben costruita e presenta colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso (spesso per ben due mesi!). Tuttavia, ciò che ha reso questo fumetto un grande successo, secondo me, sono proprio i parallelismi tra i grandi autori giapponesi e i protagonisti. Se non ci fossero stati, sarebbe stata una bella storia da leggere, ma non mi avrebbe lasciato un granchè. La presenza della grande letteratura giapponese, importante protagonista della serie, mi ha permesso di riscoprirla e viverla secondo un'altro punto di vista e sicuramente ha fatto sì che mi appassionassi così tanto a questo fumetto.

Nei volumi successivi, inoltre, compariranno anche personaggi ispirati dalla grande letteratura mondiale, da Edgar Allan Poe in persona a John Steinbeck con il suo Furore. Insomma, secondo me è proprio una serie da non perdere!

Cosa ne pensate? Fatemi sapere in un commento!

venerdì 26 maggio 2017

TI SEGNALO UN LIBRO | IL CUORE È UN CANE SENZA NOME - GIUSEPPE ZUCCO

Di nuovo buonasera, lettori!

Dopo la recensione di Un anno senza te (che trovate qui), rimango in tema di cuori spezzati e vi segnalo questo libro uscito proprio ieri e che è finito subito nella mia wishlist!

Si tratta di Il cuore è un cane senza nome di Giuseppe Zucco. Ieri in libreria mi ha attirato la copertina e, dopo aver letto la trama, mi sono dovuta trattenere come non mai dal comprarlo subito!




Titolo: Il cuore è un cane senza noome
Autore: Giuseppe Zucco
Editore: Minimum Fax

Data di uscita: 25 maggio 2017
Pagine: 244

Cartaceo: 17,00€
eBook: 7,99€

Trama: Un uomo viene lasciato dalla donna che ama. All’inizio sembra prenderla bene, va al lavoro, esce con gli amici, continua la sua vita come nulla fosse. Poi una mattina scopre di guaire. Un guaito gli sfugge incontrollabile dalle labbra e prende a seguirlo ovunque, ogni volta che il ricordo di lei torna a fargli visita.
Straziato per l’abbandono e timoroso di mostrare in pubblico quella debolezza, l’uomo si isola sempre di più, ma anche così non sfugge al suo destino. Una notte, sfinito e al colmo della disperazione, si trasforma in un cane, e con quel corpo nuovo lascia la sua casa e si avventura in territori sconosciuti. L’uomo che guaisce, il cane senza nome, inizia un viaggio vertiginoso e struggente alla ricerca della donna. Scoprirà così che l’amore non è solo un sentimento, una forza oscura, un campo magnetico dentro il quale le cose più sorprendenti accadono, ma è un mondo intero, tenero e terribile insieme. Con Il cuore è un cane senza nome Giuseppe Zucco conferma e reinventa un verso di Emily Dickinson, «che l’amore è tutto quanto c’è», raccontando una storia indimenticabile con una scrittura calda, luminosa e delicata.


Giuseppe Zucco (1981) lavora alla Rai. Ha esordito con un racconto nell'antologia L'età della febbre (minimum fax, 2015) e ha pubblicato una raccolta di racconti, Tutti bambini (Egg Edizioni, 2016). Il cuore è un cane senza nome è il suo primo romanzo.





Sinceramente di questo libro mi ha incuriosito moltissimo lo spunto kafkiano e sono proprio curiosa di vedere come verrà sviluppata la storia! Non vedo l'ora di comprarlo e, se anche voi pensate di prenderlo, vi consiglio di farlo dalla feltrinelli, dove ha un bello sconto del 15%. Inoltre, per chi fosse a Roma o dintorni il 7 giugno, l'autore presenterà il libro presso Giufà Libreria caffè (x) alle 19:30! Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina dell'evento sul sito della casa editrice.

Fatemi saperi i vostri pensieri riguardo questo libro!
A presto!

RECENSIONE: UN ANNO SENZA TE - LUCA VANZELLA & GIOPOTA | COMIC STRIP #03

Buonasera lettori!

Oggi vi porto un'altra recensione per la rubrica Comic Strip: si tratta di Un anno senza te, uscito ieri per la Bao Publishing! Non ero così emozionata per l'uscita di un libro da un bel po' di tempo (forse dall'uscita di The Raven King di Maggie Stiefvater!) e ieri sono corsa in libreria a prenderlo! Sono andata a pagare con gli occhi a cuoricino e me lo sono letto tutto ieri sera! Avrei voluto recensirlo subito ma già sono inarticolata normalmente, figuriamoci alle una di notte! Comunque credo possiate capire i miei sentimenti in riguardo questo piccolo grande capolavoro dall'uso di quattro punti esclamativi in cinque righe.




Titolo: Un anno senza te
Autori: Luca Vanzella & Giopota
Editore: Bao Publishing
Anno: 2017

Pagine: 224

Prezzo: 20€

Rating: ★★★★★

Trama: Dodici mesi, dodici momenti nella vita di un giovane uomo che cerca sé stesso e di farsi una ragione per la fine di un amore importante. Dodici situazioni in una Bologna a metà tra Fellini e Boris Vian, che punteggiano un percorso di crescita più che di guarigione, raccontato con una delicatezza disarmante da Luca Vanzella e reso reale dalle immagini, potentissime e perfette per questa storia, di Giopota, alle prese con il suo primo romanzo grafico lungo. Uno dei libri BAO più importanti del 2017, e se lo leggerete capirete perché.





La storia di Antonio, protagonista di questo graphic novel, si apre nel peggiore dei modi: lasciato dall'uomo che ama, lo vediamo infatti piangere e rivivere con la memoria i loro primi momenti insieme. Il primo capitolo di questo graphic novel è caratterizzato da colori bui e trasmette una grande tristezza. Non si fa fatica ad immaginare che Antonio pensi che il suo mondo sia ormai finito, sia ormai solo un'infinita tenebra: il capitolo termina addirittura con l'immagine del protagonista che distrugge ogni cosa, compreso l'unico punto luce presente: la luna.


La storia si sviluppa nel corso di un anno: ogni capitolo è un mese durante il quale Antonio cercherà di superare Tancredi, il suo ex, intraprendendo un viaggio alla ricerca di se stesso. Suoi compagni di viaggio saranno Zeno, il suo coinquilino, e i suoi compagni di corso all'università, Tobia e Anita. Insieme a loro, Antonio cercherà di rimettersi in gioco, uscendo e conoscendo gente. Grazie alla presenza e all'azione dei suoi amici riesce ad uscire dallo stato di apatia in cui l'aveva lasciato l'aver troncato con Tancredi.

Antonio, nel corso dei suoi dodici mesi, rifiuterà e sarà rifiutato, cercando sempre di trovare se stesso in relazione all'altro. Si legge inizialmente un morboso bisogno di tornare ad essere fidanzato: è come se dopo esser stato lasciato, Antonio abbia perso il proprio io e possa ritrovarlo solo in qualcun altro. Solo quando riuscirà a capire che è prima necessario trovare se stesso in quanto tale, capire chi si è senza influenze esterne, riuscirà a riprendere in mano la propria vita. Con un percorso introspettivo che la vicenda con Tancredi mette in moto, Antonio va a rivedere i vari aspetti della sua vita, da quello sentimentale a quello accademico.

La storia di Antonio, che si staglia sullo sfondo di una Bologna tanto reale quanto immaginaria, è un inno al coraggio di essere se stessi. Io l'ho letta come un inno al coraggio di saper stare da soli, di aver la consapevolezza che per saper stare con qualcuno, si deve prima conoscere se stessi, saper convivere con se stessi.

"Perchè il coraggio è capire che bisogna muoversi e non restare fermi, che bisogna procedere e non tornare indietro, che il drago davanti a noi ha i denti e gli artigli, ma se non lo affrontiamo non saremo mai noi stessi.

A volte, però, ci vuole del tempo."



Sicuramente ho letto questo graphic novel nel momento adatto della mia esistenza e forse è anche per questo che l'ho amato così tanto. Sarà che io e Antonio siamo vicini con l'età, sarà che anche io sono fuori sede in un posto in cui ho tre amici di numero e sarà che anche io sto scrivendo una tesi che mi convince solo a giorni alterni. Sarà soprattutto che anche io ho da poco realizzato quello che Antonio realizza dopo un anno. A me ci è voluto un po' di più ma vabbè, lo dicono anche loro che a volte ci vuole del tempo.

In ogni caso, sto amando questa graphic novel alla follia. 
Non scherzo, è da ieri che accarezzo la copertina, inizio a farmi schifo.

Fatemi sapere cosa ne pensate!
A presto!

lunedì 8 maggio 2017

RECENSIONE: COTTON TALES - LOPUTYN | COMIC STRIP #02

Buonasera, lettori!

Giuro, giuro, che mi sto impegnando a riprendere in mano questo blog. Ultimamente però io e l'italiano viviamo su due pianeti differenti e non mi riesce proprio a far filare le frasi. Mettere una parola dietro l'altra non è mai stato così difficile.

Ad ogni modo, oggi vi porto la recensione di una graphic novel su cui ho messo le mani l'altro ieri e che mi è piaciuta molto! Si tratta di Cotton Tales di Loputyn, nome d'arte di Jessica Cioffi che è tornata il mese scorso in fumetteria con un volume unico chiamato Francis.




Titolo: Cotton Tales
Autore: Loputyn
Editore: Shockdom
Anno: 2015

Pagine: 123

Prezzo: 12€

Rating: ★★★★

Trama: Nicholas, risvegliatosi all'interno della Villa Moran dopo un incidente, non ricorda nulla del suo passato. Si trova immerso in un ambiente a lui sconosciuto e ostile; l'unico che sembra tendergli la mano è suo padre, il Conte Moran, nonostante agli occhi di Nicholas appaia sotto un aspetto molto poco rassicurante. A causa dell'incidente, infatti, inquietanti allucinazioni giocano brutti scherzi alla sua percezione della realtà, e si presentano innanzi a lui sotto forma di bianchi conigli.
Tentando di recuperare la sua memoria, si ritrova suo malgrado a scontrarsi con i segreti della villa e della sua stessa famiglia, a combattere contro il tormento delle proprie visioni e, soprattutto, con il fantasma di una ragazza che infesta la dimora, e che pare in qualche modo connesso alle sue allucinazioni.



Il volume si apre con una scena che mette in contrasto le atmosfere da fiaba con dettagli dalle sfumature horror: una giovane donna alla finestra che, accecata dall'odio, uccide un piccolo coniglietto.

"Affacciandomi alla unica finestra potevo ammirare il giardino. 
Le persone che vi giocano, che corrono, e si sorridono. Sembrano essere… così felici. 
Io li odio. 
Anche tu… ti fai beffe di me, non è così? 
E allora, io odierò anche te fino al giorno della tua morte."

La scena successiva ritrae Nicholas Moran, il protagonista, nel suo letto. Si risveglia di soprassalto, domandandosi se quello che avesse visto fosse un sogno o realtà. Ben presto si accorgerà di non ricordare nulla della sua vita fino a quel momento: non sa chi sia, dove si trovi e chi siano le persone intorno a lui.


Insieme a Nicholas conosciamo il resto dei personaggi, dall'ostile Christopher, il maggiordomo di casa Moran, a Daniel, il giovanissimo padre di Nicholas ("34 anni di creme antietà!"). Proprio riguardo a Daniel ho letto opinioni discordanti: c'è anche chi dice che il suo personaggio è problematico in quanto accennerebbe all'incesto tra padre e figlio. Io, in realtà, tutto ciò non l'ho visto: vero, ci sono delle scenette che mostrano l'eccessivo attaccamento di Daniel nei confronti del figlio, con il suo cuore che fa ba-dump mentre piange e dice: "M-mio figlio è così carino, così carino!", ma sono scene più a sfondo comico che altro. E poi, qui lo dico e qui lo nego, se proprio dobbiamo trovare del contenuto omoerotico in questa graphic novel, io lo individuerei più tra Nicholas e Christopher. Perchè si sa, dopo tanto odio, può sempre nascere l'amore!

Nicholas tenta di ricostruire la sua vita a partire dalle persone che lo circondano e noi lo accompagniamo in questa sua avventura. La vicenda non risulta stucchevole e anzi si snoda agilmente tra dettagli gotici e siparietti comici che smorzano la tensione. Lo storytelling è incisivo e avvincente, la suspance è nei punti giusti e, in conclusione, Cotton Tales è un volumetto da leggere tutto d'un fiato.

Nonostante il punto di partenza sia comune a tante altre opere a sfondo gotico, con una casa misteriosa, una torre inaccessibile e tanti dubbi, Loputyn sviluppa la storia in modo originale, ponendo Villa Moran su uno sfondo vittoriano e, perchè no, lolita, che ricorda tanto le prime opere di Kaori Yuki.


Quello che colpisce di più di questo volume sono sicuramente i disegni. L'attenzione per i dettagli è quasi maniacale, le tavole, con colori pastello ed acquarellati danno un'aura ancora più surreale alle atmosfere gotiche del volume.

Insomma, questo volumetto è stato senza dubbio un ottimo acquisto e non vedo l'ora di leggere il seguito. Dovrebbero esserci in totale tre volumi, ma per il momento abbiamo solo il primo! Sicuramente, però, passerò in libreria a prendere Francis, volume unico di Loputyn uscito lo scorso aprile.



Spero di avervi incuriosito almeno un po'!
Fatemi sapere cosa pensate di questa graphic novel!

venerdì 5 maggio 2017

RECENSIONE: YOUR NAME. - MAKOTO SHINKAI

Buonasera lettori!

Diciamo che il mio progetto di riprendere in mano questo blog non sta andando un granché bene. Sono passate due settimane dal mio ultimo post e questa è la mia prima recensione da settembre. Male, a tratti malissimo.

Ho visto il film di your name. quando ero ancora in Giappone e me ne sono innamorata follemente. La storia, l'animazione, la colonna sonora: non c'è niente che non ami. Spero di farvelo amare un po' anche a voi, con questa recensione!

Intanto, eccovi la colonna sonora: Zenzenzense dei Radwimps!




Titolo: Your name.
Autore: Makoto Shinkai
Editore: J-pop
Anno: 2017

Pagine: 184

Cartaceo: 14€
eBook: /

Rating: ★★★★★

Trama: Mitsuha, una ragazza di provincia, e Taki, giovane di Tokyo, sconosciuti entrambi delusi dalle loro quotidianità, si ritrovano un giorno a vivere in sogno una la vita dell'altro. Lasciandosi dei messaggi per il "risveglio" inizieranno a comunicare e a conoscersi, cercando di capire la loro strana relazione e il legame che li unisce e si rafforza notte dopo notte, sogno dopo sogno, mentre incombe il passaggio di una misteriosa cometa... Una storia per tutti a cui è impossibile rimanere indifferenti, capace su carta come sullo schermo di danzare sul filo del reale, del sogno e del soprannaturale e di farci entrare nelle vite dei suoi protagonisti.



"Una voce e un profumo a me cari, una luce e una temperatura che adoro.
Sono abbracciata, stretta stretta, a una persona importante. 
Siamo legati in modo indissolubile. 
Non provo neanche un briciolo di incertezza o malinconia, come se fossi tornata neonata, attaccata con sicurezza al seno materno. 
Non ho ancora perso nulla, una dolcissima sensazione permea tutto il mio corpo."

Il romanzo si apre con queste parole e presenta subito uno strano punto di vista alternato, che cambia da una frase all'altra, saltando dalle campagne giapponesi all'affollatissima Tokyo, accompagnando i protagonisti del romanzo, Mitsuha e Taki.
Mitsuha è una liceale di un piccolo paesino di montagna mentre Taki si destreggia giornalmente nella labirintica Tokyo. Conducono due esistenze completamente differenti che finiscono però incrociarsi improvvisamente: un giorno Taki si sveglia ed è nel corpo di Mitsuha, mentre l'anima di lei è a chilometri di distanza nel corpo di Taki.


"Mi sento il petto... stranamente pesante. Come dire... pesante in senso fisico. 
Abbasso lo sguardo sul mio corpo. C'è un solco fra i seni.
Il sole del mattino si riflette su quei rigonfiamenti e la candida pelle splende, liscia. Fra i due seni si è formata una pallida ombra profonda, simile a un lago.
Palpo?
Lo penso di impulso. Lo penso in modo automatico, come farebbe chiunque, come una mela che cade a terra."

Mi è piaciuto moltissimo come l'autore ha deciso di sviluppare un trope che è trito e ritrito nella cultura pop orientale, quello dello scambio dei corpi. Your name. non è mai banale e si snoda in modo originale affondando però le proprie radici in quella misticità che spesso si ritrova nei romanzi giapponesi.

Your name. è uno dei libri più belli che io abbia letto da un periodo a questa parte. Avendo visto prima il film (e avendo pianto come se non ci fosse un domani) ero un po' preoccupata: non volevo che il libro rovinasse il bel ricordo e la totale adorazione che avevo per la sua versione cinematografica. Mai timore fu più infondato. Nonostante l'autore stesso, nella postfazione, dica che un film d'animazione sia la forma più adatta per raccontare questa storia, devo dire che la sua versione letteraria è altrettanto ben fatta. Un tanto di cappello va anche al traduttore, Salvatore Corallo, che si è trovato di fronte a un testo, a mio parere, non esattamente semplice.

L'alternanza dei punti di vista nei vari capitoli permette di conoscere quasi contemporaneamente il mondo di Taki e quello di Mitsuha, di vederli intrecciarsi, allontanarsi e poi incontrarsi di nuovo. Il filo conduttore della vicenda è proprio l'intrecciarsi, di vite e di anime. Chiave del romanzo è letteralmente un filo, il kumihimo, che la famiglia di Mitsuha intreccia da generazioni. Le Miyamizu sono sacerdotesse del tempio di Itomori, cittadina in cui vivono e l'intrecciare il kumihimo assume tutta una valenza sacrale. Your name. apre anche uno spiraglio sulla quotidianità religiosa giapponese, dipingendo uno scorcio di un epoca che sembra quasi passata, ma che va di pari passo con la modernità.

"Unire i fili è Musubi, unire le persone è Musubi, lo scorrere del tempo è Musubi. 
(...)
I fili si congiungono e prendono forma, si torcono e si intrecciano; a volte si sciolgono, si spezzano e si uniscono di nuovo. Questo è il kumihimo. Questo è il tempo. Questo è... Musubi."

È quasi impossibile raccontare your name. senza fare spoiler, senza rovinare questo gioiellino di neanche 200 pagine creato tessendo il tempo, intrecciando passato e futuro.  Credo che sia il romanzo che la sua versione cinematografica siano uno di quei pochi esempi di opere nelle quali ci si deve tuffare ignari di tutto. Solo così, credo, si può apprezzare a pieno la vicenda e solo così si possono rivivere le emozioni dei personaggi, e oh, quante ce ne sono! Nel leggere la storia di Taki, Mitsuha e tutti i loro amici di cui non si può fare a meno di affezionarsi si vive ogni sorta di emozione: ci si diverte, poi si è tristi, poi felici. Quello che resta è comunque una sensazione ci si scalda il cuore. Quello raccontato nel romanzo è un amore talmente puro e in qualche modo nostalgico che non si può non versare una lacrima durante la lettura e non si può non tifare per i protagonisti.



Cosa ne pensate? 
Avete letto il libro o visto il film?
Fatemi sapere le vostre opinioni lasciando un commento!

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