domenica 13 agosto 2017

Raven boys - Maggie Stiefvater | Serious? Series! #02

Buon pomeriggio, lettori!

Oggi vi parlo di una delle mie serie preferite, con un post che ho rimandato per mesi perchè rischio ancora di andare in iperventilazione al solo pensare a quello che sto per scrivere. Si tratta della serie Raven Boys, di Maggie Stiefvater, di cui potete trovare le mie recensioni (e gli scleri, quelli ci sono sempre) qui.

In Italia sono editi per Rizzoli i primi due volumi, ma la pubblicazione sembra essere (al momento) interrotta. In patria la serie (The Raven Cycle) è composta in totale di quattro volumi e si è conclusa nell'aprile dell'anno scorso: quasi un anno dopo la Stiefvater ne annuncia un adattamento televisivo che andrà in onda su Syfy.
Quando ho letto questo tweet ero in tram e prima di cliccare sul link mi è andato il cervello in overdrive in un loop di "oddio è quello che penso che sia? ommioddio, e se è veramente quello che penso che sia!?". Ammetto di aver versato qualche lacrimuccia quando ho finalmente aperto e letto il tweet originale citato dalla Stiefvater. Ero in piedi, in un tram strapieno di persone e stavo piangendo perchè uno dei miei libri preferiti stava per diventare una serie tv: non avreste avuto la mia stessa reazione?!

Raven boys è veramente una delle mie serie preferite e quando dopo l'uscita del quarto libro l'autrice ci aveva solleticato con l'idea di una serie tv (piuttosto che un film) mi era quasi uscito il cuore dal petto. L'idea di poter vedere sullo schermo quei personaggi e quelle ambientazioni che ho tanto amato mi uccide un po' (ma in senso buono)! Certo, c'è sempre un po' il timore che ne esca qualcosa come la serie tv di Shadowhunters che tutto è tranne che fedele al libro, per non parlare poi della recitazione! Per Raven boys ancora non sono stati neanche aperti i casting, quindi c'è solo da incrociare le dita ed aspettare.

La storia raccontata nella serie ruota attorno a quattro ragazzi Gansey, Adam, Ronan e Noah, alunni di un prestigioso liceo di Henrietta, cittadina della Virginia. I quattro sono alla ricerca di Glendower, un antico nobile del Galles, che, secondo la leggenda, esaudirebbe un desiderio di chiunque lo risvegli dal suo sonno eterno. Per fare ciò i quattro seguono le Ley Lines, le linee di prateria, che possiedono poteri magici e spirituali (e che sono apparentemente una cosa vera e sulle quali sono stati svolti molti studi!). La protagonista, Blue, e noi con lei, si ritrova improvvisamente risucchiata in questo mondo fatto di re gallesi, sognatori e magiche foreste, apprendendo di più su se stessa e sul mondo che la circonda.



Titolo: Raven Boys
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Anno: 2013

Pagine: 468

Cartaceo: 16€ (Cartonato) - 11€ (Brossura)
eBook: 7,99€

Rating: ★★★

Trama: È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, in Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s’innamorerà e che lei è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, per via dello stemma dell’istituto, e noti per essere portatori di guai. Pur riconoscendolo come il ragazzo del destino, quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, Blue non riesce a voltargli le spalle.



Se avete letto la mia recensione di Raven Boys (scritta malissimo ma oh, era una delle prime) vi ricorderete quanto Blue, la protagonista, mi stesse sulle palle e quanto controverso sia stato il mio rapporto con questo primo libro della serie. Non ho mai tenuto segreto il mio odio per gli young adult con i triangoli amorosi, in cui la protagonista femminile si riduce ad una valvola di sfogo per il desiderio represso e travagliato del protagonista maschile, ad una Jane Doe in cui la lettrice può immedesimarsi, innamorandosi senza problemi del bello e tenebroso di turno. 

In questo primo libro, il personaggio di Blue non è ancora ben sviluppato e la sua utilità ai fini della trama è ben poca. Arrivata a metà del libro, non si poteva ormai neanche più contare il numero delle volte che avrei voluto prenderla a schiaffi: ciò, unito a quanto scritto nella quarta di copertina e nella stessa trama (che praticamente rivela tutto ciò che ci sarebbe da rivelare in uno YA con triangolo amoroso e twist sovrannaturale) ha contribuito a far crescere il mio astio nei confronti suoi e di questo libro in generale, tanto che sono stata indecisa fino alla fine se continuare con il secondo o meno. Blue è l'unica pecca che avevo trovato a questo libro e il fatto che la trama sia avvincente e i personaggi siano (con l'unica eccezione del suo) ben costruiti mi ha convinto a continuare questa serie.

Durante la lettura, non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che un'autrice in grado di creare personaggi come quelli di Gansey, Ronan, Adam e Noah avesse creato un personaggio dell'inutilità di Blue. Con il senno di poi e a serie conclusa, mi rendo conto che la Blue di Raven Boys è una ragazza che di punto in bianco si ritrova in un mondo diverso (ma non troppo!) da quello in cui era cresciuta, in ambienti e in compagnie alle quali non è abituata. Le sue reazioni blande e la sua apparente inutilità sono, a mio parere, la risposta allo spaesamento dovuto al fatto di essersi ritrovata all'improvviso al centro di un'avventura più grande di lei, in un gruppo di amici già formato, in mezzo a persone i cui caratteri sono tanto diversi quanto complementari. Del fatto che Blue sia in realtà una protagonista con i fiocchi e controfiocchi ce ne rendiamo conto nei libri successivi, soprattutto negli ultimi due, ahimè, non editi in Italia.



Titolo: Raven Boys - Ladri di sogni
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Anno: 2014

Pagine: 522

Cartaceo: 16€ (Cartonato)
eBook: 9,99€

Rating: ★★★

Trama: La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c’è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero… Intanto Ronan s’inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s’inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Frattanto c’è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto.



Non mi capita di dirlo spesso, ma ho trovato il secondo volume della serie Raven Boys molto migliore del primo. In I ladri di sogni vediamo i personaggi attraversare un percorso di crescita davvero bello, che li caratterizza e non li sminuisce. Mi è paiciuto soprattutto come la Stiefvater ha deciso di approfondire il personaggio di Ronan e ho apprezzato moltissimo che non abbia usato il solito meccanismo tipico degli YA per accalappiare le lettrici. Come avevo detto a suo tempo nella recensione, che potete trovare qui, molte autrici utilizzano il trope del bad boy dal passato tragico la cui maschera va in frantumi grazie alla forza dell'amore, mandando effettivamente a puttane tutta la crescita del personaggio.

Iniziando questo volume, incentrato su Ronan e sul suo potere segreto, che poi tanto segreto non è, temevo che avremmo perso il Ronan del primo libro, che avevo imparato ad amare nonostante tutte le sue imperfezioni e il fatto che fosse, permettetemi il francesismo, una testa di cazzo. La Stiefvater, invece, riesce a sviluppare il personaggio di Ronan con maestria e noi ritroviamo lo stesso ragazzaccio che ci aveva fatto innamorare in Raven Boys ma nel quale possiamo intravedere dei grandi segni di cambiamento. Ronan si configura, in questo libro, come un personaggio in grado di prendersi tutto fango che gli è stato tirato addosso, tutte le cose brutte, di accettarle e di riuscire a crescere proprio grazie a quelle.

Interessante è anche il percorso di Adam, che vediamo lottare per la sua libertà, ottenerla e poi (figurativamente) perderla nuovamente. Mi è piaciuto moltissimo leggere di Adam, che insieme a Ronan è il mio personaggio preferito in questa serie. In I ladri di sogni diminuisce invece lo spazio dato a Blue e a Gansey, la cui storia finisce un po' in secondo piano in favore di Ronan, Adam e Cabeswater.

In questo secondo volume, i ragazzi della Aglionby (più Blue, che è ancora parzialmente inutile ai fini della trama) sono ancora alla ricerca di Glendower e si ritrovano a dover fare i conti con la sparizione di Cabeswater, la foresta magica, e con un grigio individuo che è stato incaricato di trovare il Greywaren. In I ladri di sogni ho amato l'antagonista (che poi, sarà veramente un'antagonista?), un hitman con la passione per la poesia anglosassone che mi ha ricordato un po' i romanzi di Stephen King. Ho sperato per il suo ritorno nei libri successivi e sono stata accontentata.

Terzo volume della serie è Blue Lily, Lily Blue , uscito in America nell'ottobre del 2014 e di cui potete trovare la mia recensione qui. Dato che non è ancora uscito in Italia, non vi consiglio di leggerla se non volete spoiler, perchè ne è decisamente piena. Già dal titolo, si capisce che la protagonista (e stavolta si può veramente chiamare così!) è Blue, che si ritrova a dover fare i conti con la scomparsa della madre e con un'enigmatica profezia. Tutto il terzo volume si intreccia infatti intorno ad una visione, una profezia: in una grotta a Cabeswater ci sono tre entità, una delle quali va svegliata, mentre l’altra va lasciata dormire.

Tutto porta a presagire il risveglio di Glandower, tanto che mi sono più volta chiesta di cosa diamine avrebbe parlato il quarto volume se avessero finito per svegliare il re gallese in Blue Lily, Lily Blue. E invece...

Come negli altri volumi, anche questo libro e è pieno di colpi di scena, sia belli, sia brutti: purtroppo dobbiamo salutare un personaggio, ma noi lettori di A song of Ice and Fire fingiamo di essere forti e tiriamo avanti. Continua anche a costruirsi la storia tra Gansey e Blue, che non è per niente scontata come invece voleva la quarta di copertina del primo libro della serie.

Il quarto ed ultimo libro, The Raven King, è uscito nel 2016 ed è stato un colpo al cuore inimmaginabile. Ne potete trovare la recensione (o meglio, lo sclero post-lettura) qui, ma anche stavolta la sconsiglio a chiunque non voglia spoiler o semplicemente non voglia leggere frasi sconnesse e senza senso dovute a troppa emotività.

Senza dubbio è stato il libro che ho preferito in questa tetralogia, in cui tutti i nodi vengono al pettine, in cui tutti i cuori vengono spezzati (quelli dei lettori, non vi preoccupate) e in cui ho giurato amore eterno alla Stiefvater. Nonostante io abbia pianto, gioito e (soprattutto) mi sia arrabbiata tantissimo durante la lettura di The Raven King è un libro che ho amato moltissimo e che mi sento di consigliare a tutti. 

L'epilogo mi ha fatto venire voglia di morire (che epilogo è un'epilogo che non conclude niente?!) ma ora che si sa che la Stiefvater sta lavorando ad una trilogia tutta incentrata su Ronan, sono un po' rincuorata. La Stiefvater sta lentamente uccidendo i suoi fan pubblicando di tanto in tanto qualche riga qua e là di questa nuova sua trilogia e, personalmente, non vedo l'ora di averla tra le mani!

Insomma, questa serie è una di quelle destinate ad avere un grande seguito, anche se in Italia ancora non ce ne siamo resi conto. Si può solo sperare che la serie tv smuova un po' il terreno per far sì che la Rizzoli riprenda con la pubblicazione e intanto incrociare le dita per un buon casting!

Cosa ne pensate? Fatemi sapere in un commento!

sabato 15 luglio 2017

Ti segnalo un libro | Umbrella Academy: Suite dell'Apocalisse - Gerard Way & Gabriel Bá

Buon pomeriggio, lettori!

Come state? Qui a Venezia il caldo sembra averci dato una tregua almeno in occasione della festa del Redentore! Tira un venticello fresco che invoglia proprio ad aprire un libro!

Oggi vi segnalo un fumetto già edito in Italia anni fa dalla Magic Press nel 2009. Si tratta del primo volume di The Umbrella Academy, ideato da Gerard Way e disegnato da Gabriel Bá, che la Bao ripubblicherà a fine mese in un formato tutto nuovo! Non solo avremo finalmente un cartonato ma ci saranno anche scene inedite!

Sono in super hype per questa uscita perchè ho veramente amato questo fumetto e sono felicissima di sapere che la Bao lo ha preso in mano! Ci porterà il secondo volume il prossimo anno e il terzo (ed ultimo?) volume uscirà in contemporanea con gli Stati Uniti!



Titolo: Umbrella Academy - Suite dell'Apocalisse
Autori: Gerard Way & Gabriel Bá
Editore: Bao Publishing

Data di uscita: 27 luglio 2017
Pagine: 184

Cartaceo: 20,00€

Trama: Creato da Gerard Way dei My Chemical Romance, e disegnato da Gabriel Bá, Umbrella Academy è una serie di miniserie incentrata attorno a sette supereroi nati da un evento unico e inspiegabile e in seguito adottati da Sir Reginald Hargreeves, inventore e miliardario, "per salvare il mondo", secondo lui. Profondo, immaginifico, denso di azione e di conflitto interiore, questo primo volume, Suite dell'Apocalisse, ha fatto capire al mondo che il musicista e cantante era più di un appassionato di fumetti. BAO Publishing propone i tre volumi della saga (l'ultimo dei quali sarà pubblicato in contemporanea con gli USA) in altrettanti eleganti, curatissimi cartonati.




Gerard Way è un cantante (ex My Chemical Romance) e fumettista statunitense. Fa il suo esordio nel mondo del fumetto nel 2007 con Umbrella Academy, pubblicato per Dark Horse. Nel 2013 esce la sua seconda opera, sempre per Dark Horse su disegni di Becky Cloonan: The True Lives of Fabulous Killjoys. Nel 2016 ha iniziato a lavorare per la DC Comics come curatore di Young Animal, etichetta della Casa editrice, per cui ha anche scritto le sceneggiature della serie Doom Patrol e di Cave Carson Has a Cybernetic Eye, rilanciando così il personaggio dell'universo DC.


Gabriel Bá è un fumettista brasiliano. Insieme al fratello Fábio Moon realizza numerosi graphic novel, tra cui Daytripper (Vertigo), e si alterna ai disegni della serie Casanova, edita dalla Image e scritta dallo sceneggiatore Matt Fraction. Nel 2008 realizza i disegni di Umbrella Academy, miniserie scritta da Gerard Way. Nel 2015, di nuovo in coppia con il fratello Fábio Moon, realizza il graphic novel Due Fratelli, edito in Italia da Bao. Sempre per Bao, nel 2017 esce l’adattamento a fumetti di Come parlare alle ragazze alle feste, un romanzo di Neil Gaiman.




Come ho già detto, io ho amato molto questa serie e sono sempre stata super curiosa di sapere come sarebbe andata a finire! Sono super contenta che Bao abbia preso in mano questo progetto, perchè sono sicura che, come al solito, faranno un lavoro bellissimo! All'inizio ero un po' indecisa se comprarlo o meno, perchè, in fin dei conti, due volumi di Umbrella Academy già ce li ho. Alla fine, però, ho deciso di prenderlo quindi il 27 andrò in libreria e dopo averci pianto un po' sopra lo comprerò, come è giusto che sia.

Comunque c'è da dire che la Bao non poteva avere tempistica migliore nel far uscire una nuova edizione di questo fumetto, dato che proprio l'altro giorno Gerard Way annuncia su twitter l'uscita di una serie di animazione per Umbrella Academy! Non ci sono ancora informazioni precise, ma si sa che sarà prodotta da Netflix e uscirà nel 2018. 

Ne riparleremo a fine mese quando recensirò il primo volume di Umbrella Academy, nella speranza ci siano novità! Di certo c'è solo che la mia sarà una recensione molto poco razionale e tanti feels.

Ma nel frattempo fatemi sapere le vostre opinioni! Conoscevate questa serie? Quali sono le vostre impressioni?

Fatemi sapere in un commento!

A presto,


lunedì 10 luglio 2017

Animali Fantastici e dove trovarli: l'edizione illustrata

Buonasera lettori!

Storie di pagine è ancora in manutenzione, ma sta riprendendo pianin pianino una forma. Intanto oggi vi porto una novità potteriana su cui mi è caduto l'occhio mentre perdevo tempo su facebook. Quest'anno è veramente pieno di nuove edizioni di Harry Potter e anche se sono veramente felice di ciò, il mio portafogli ne piange ogni giorno.

È in uscita a novembre in contemporanea in Inghilterra e negli Stati Uniti un'edizione illustrata per Animali fantastici e dove trovarli, l'enciclopedia di Newt Scamander che ogni potteriano doc possiede!

Questa nuova edizione, che uscirà per la Bloomsbury, avrà le illustrazioni di Olivia Lomenech Gill e ben due copertine differenti! La prima sarà quella dell'edizione inglese, mentre la seconda sarà per l'edizione americana:

Cosa ne pensate? Io personalmente preferisco l'edizione inglese con l'occamy, mi piacciono troppo i colori usati! E poi l'ippogrifo e tutto quel rosso e oro è troppo grifondoro!

Vi lascio altre illustrazioni e vi ricordo che potete trovarne altre sul sito di hypable a questo link!






Quali sono le vostre impressioni? 
Spero che sia pubblicato presto anche in Italia anche se personalmente, credo proprio me lo comprerò in lingua!
Fatemi sapere cosa ne pensate!

domenica 28 maggio 2017

Bungo Stray Dogs: i grandi della letteratura protagonisti di un mistery soprannaturale


Buonasera lettori!

Oggi rispolvero la rubrica Bites of Japan e vi presento Bungo Stray Dogs, un fumetto giapponese di Kafka Asagiri e disegnato da Sango Harukawa. In Italia è pubblicato con cadenza bimensile dalla Panini Comics e conta attualmente due volumi, mentre il terzo uscirà ad inizio luglio!

Bungo Stray Dogs è sbarcato in Italia dopo un grande successo in patria, con ben due serie anime, un film in uscita ad agosto e un live action in programma per l'anno prossimo. Ma da cosa è dovuto tanto successo?




Titolo: Bungo Stray Dogs
Autore: Kafka Asagiri
Disegnatore: Sango Harukawa
Editore: Panini Comics - Planet Manga

Anno: 2017

Volumi: Due editi in Italia
Pagine: 200

Prezzo: 4,50€

Trama: Il mistery si tinge di soprannaturale in una crime story esplosiva da cui è stato prodotto anche l'acclamato anime omonimo! Un'agenzia di detective ispirati a illustri autori letterari risolve casi ai limiti dell'impossibile usando poteri eccezionali! E non mancheranno di comparire personaggi ispirati a illustri autori occidentali. Preparatevi a stupirvi!






Protagonisti della storia sono Nakajima Atsushi, un ragazzino cacciato dall'orfanotrofio in cui viveva, e i membri dell'agenzia di detective che lo accolgono tra di loro. L'Agenzia dei Detective armati sembra avere l'obiettivo di proteggere la città dai malviventi e presenta un vasto assortimento di caratteri e personalità. Spiccano fra tutti Dazai Osamu, un infantile detective con una strana passione per il suicidio, e Kunikida Doppo, un severo e rigido idealista.

Insieme ad Atsushi, nel corso del primo volume, andremo a conoscere il lavoro dell'agenzia e dei suoi membri: oltre a Dazai e Kunikida ci saranno Edogawa Ranpo, Jun'ichiro Tanizaki e Miyazawa Kenji. Ci verranno presentati anche "i cattivi", i membri della Port Mafia, che sembra voler catturare il nostro protagonista per rivenderlo al miglior offerente. Tra gli appartenenti della mafia, però, facciamo la conoscenza solo di Akutagawa Ryuunosuke.

"La mafia è la quintessenza delle tenebre del mondo sotterraneo, un'organizzazione spietata che striscia come un ombra, e questo individuo in particolare... è un avversario troppo duro persino per la nostra agenzia.

Lui è dotato di un potere eccezionale. Si tratta di un'abilità brutale, perfezionata per compiere massacri."

Ambientata a Yokohama, seconda città più popolosa del Giappone, quella raccontata in Bungo Stray Dogs è una storia tra il thriller e il mistery, adornata di elementi sovrannaturali. I protagonisti di questo fumetto sono infatti dotati di poteri speciali, che usano per sconfiggere o perpetrare crimini.

Edogawa Ranpo 
Edogawa Ranpo
Cos'ha allora di differente da tutti gli altri fumetti del genere? Non è certo una novità avere dei protagonisti con poteri speciali che difendono la propria città dal male. Se vi interessate di letteratura orientale, avete in mano la vostra risposta. Già il nome della serie, "Bungo Stray Dogs", è traducibile come "i cani randagi della letteratura": in questo fumetto fanno la loro comparsa, infatti, molti famosi scrittori.

La maggior parte dei personaggi presenti nella storia porta il nome e le caratteristiche di alcuni dei più famosi scrittori giapponesi. Il personaggio Edogawa Ranpo, ad esempio, ha fantastiche doti di deduzione e veste con il tipico cappottino da detective di tardo '800. La sua controparte reale, infatti, è stata uno dei più grandi scrittori di gialli del '900 giapponese. Fu un grande ammiratore delle opere di Arthur Conan Doyle e Edgar Allan Poe, da cui trae, tra l'altro, il suo pseudonimo. Il nome "Edogawa Ranpo" deriva infatti dalla trasposizione fonetica giapponese del nome di Po: "Edogaa Aran Po". L'Edogawa Ranpo del manga è l'unico detective vero e proprio dell'agenzia ed è dotato di doti deduttive a dir poco strabilianti: senza dubbio, deriva questo tratto dallo scrittore suo omonimo, che è stato in grado di creare misteri tanto avvincenti quanto intrigati. Tra l'altro, è proprio allo scrittore Edogawa Ranpo che il famosissimo Detective Conan (Edogawa) deve il suo nome!

→ In Italia, di Edogawa Ranpo sono editi La belva nell'ombra (x) per Marsilio e la raccolta di racconti L'inferno degli specchi (x) per Mondo Urania.

Dazai Osamu

Dazai Osamu
Un altro esempio è quello di Dazai Osamu, che ho citato all'inizio definendolo come "un infantile detective con una strana passione per il suicidio". Questa sia sinistra passione non è casuale. Lo scrittore Dazai Osamu, infatti, nel corso della sua vita tento sei volte il suicidio ed, effettivamente, morì a trentanove anni uccidendosi con la moglie. Anche la costante ricerca della controparte animata dello scrittore di una donna con cui suicidarsi rimanda, senza dubbio, alle vicende della vita reale di Dazai.

→ In Italia, di Dazai Osamu sono editi per Feltrinelli Il sole si spegne (x) e Lo squalificato (x).

I collegamenti tra gli scrittori giapponesi e i personaggi del fumetto non sono limitati solo all'aspetto e al carattere. I poteri speciali che li caratterizzano non sono altro che le opere degli autori citati, quelle per cui sono più conosciuti. Dazai, ad esempio è in grado di annullare i poteri altrui grazie al suo "Squalificato", romanzo che racconta il progressivo deterioramento della vita di un uomo. Il potere del protagonista Nakajima Atsushi, "Belva sotto i raggi di luna", gli permette di trasformarsi in una gigantesca tigre bianca. Il nome della sua abilità deriva dal titolo del suo racconto Cronaca della luna sul monte, che narra la storia di un uomo segnato da una maledizione che lo porta ad uscire di senno e trasformarsi in una tigre bianca. In Italia, Cronaca della luna sul monte è stato pubblicato nell'omonima raccolta edita per Marsilio (x).

La caratterizzazione dei personaggi è originale e nuova ma al tempo stesso è in grado di cogliere quei tratti propri degli autori che chiunque li abbia studiati è in grado di riconoscere. Anche la storia è ben costruita e presenta colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso (spesso per ben due mesi!). Tuttavia, ciò che ha reso questo fumetto un grande successo, secondo me, sono proprio i parallelismi tra i grandi autori giapponesi e i protagonisti. Se non ci fossero stati, sarebbe stata una bella storia da leggere, ma non mi avrebbe lasciato un granchè. La presenza della grande letteratura giapponese, importante protagonista della serie, mi ha permesso di riscoprirla e viverla secondo un'altro punto di vista e sicuramente ha fatto sì che mi appassionassi così tanto a questo fumetto.

Nei volumi successivi, inoltre, compariranno anche personaggi ispirati dalla grande letteratura mondiale, da Edgar Allan Poe in persona a John Steinbeck con il suo Furore. Insomma, secondo me è proprio una serie da non perdere!

Cosa ne pensate? Fatemi sapere in un commento!
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